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[ Simona Simonetti - 2008-11-05 ]
Nel periodo 2008-12 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica sarà almeno 4 volte su...
· Un Piano solare per il Mediterraneo rinnovabile
[ Simona Simonetti - 2008-11-05 ]
I ministri degli esteri dell´Unione per il Mediterraneo riuniti a Marsiglia si sono detti d´accordo...

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Vuoi il ritorno del nucleare in Italia

No, assolutamente. E' pericoloso e costoso.
No, ma sarà necessario.
Non so.
Si, è conveniente.



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  9 I Verdi
  Inserito da Simona Simonetti Mercoledì, 24 marzo 2010 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
PoliticaI Verdi parteciperanno col proprio simbolo e liste provinciali, alle elezioni regionale, impegnandosi in prima persona a sostegno del Presidente Burlando e dello schieramento di centrosinistra, per portare una forte e credibile presenza dei Verdi in consiglio regionale, consci della grande importanza che avrà il loro esito non solo per le grandi scelte sui temi ambientali e sociali ma anche per la vita di tutti i cittadini liguri e di quelli del ponente in particolare.
“ La nostra provincia - dice la candidata Gabriella Badano, già consigliere comunale dei Verdi - può essere considerata un esempio tangibile di cosa voglia dire concretamente far diventare la questione ambientale non uno dei temi della politica, ma una chiave di lettura capace di dare risposte concrete alle emergenze e,insieme, di valorizzare le ricchezze del territorio, ambientali, agroalimentari e floricole facendo diventare problemi e risorse motori di sviluppo del territorio e incubatori di nuova occupazione.
Ecologia ed economia, unite in un progetto globale possono dare risposte concrete alla manutenzione ordinaria diffusa del nostro fragile territorio, nella difesa del suolo, nel definire sistemi di allerta e piani di protezione civile, la garanzia per la sicurezza dei cittadini ,oggi a rischio , come gli ultimi anni hanno purtroppo evidenziato. Possono,inseme, valorizzare la nostra agricoltura di qualità e la filiera corta, rilanciare il turismo di qualità e sostenere parchi ed aree protette, promuovere le energie rinnovabili, “

“ Sono convinta – aggiunge Monica Mangiarotti, operatrice turistica, - che la straordinaria ricchezza della biodiversità del nostro territorio, la varietà e la qualità della filiera agroalimentare, la diffusa rete degli agriturismi, le diverse opportunità culturali e i sistemi museali possono essere opportunità concreta per creare reti virtuose capaci d far entrare anche il nostro territorio nel circuito del turismo di qualità.”
“La realtà della nostra provincia devastata dalle logiche della speculazione, aggiunge Luca Vercesi, architetto, impone la necessità forte di una diversa idea di gestione del territorio.
E’ necessario andare al di là dei semplici no alle proposte di ulteriore uso ed abuso del suolo. Occorre pensare alla riqualificazione dell’esistente, sia dal punto di vista urbanistico che nell’ottica del risparmio energetico , promuovere le tecniche della bioarchitettura, ripensare ad una diversa cultura della pianificazione, che deve essere sostenibile” “ Non si possono sottovalutare, in una provincia come la nostra in cui la fascia di popolazione anziana è una realtà concreta-dice Cristina Castellano , medico radiologo- le problematiche di gestione del sistema sanitario locale. E’ necessario migliorare le politiche sanitarie, centrando l’attenzione sul cittadino , puntando sulla qualità e sul potenziamento dei servizi sul territorio.
Un territorio frammentato in poche grandi realtà costiere e in una miriade di piccoli paesi distribuiti in diverse vallate non possono trovare nell’ospedale unico. risposte concrete di intervento e di cura “
Tutti concordano poi sulla necessità di dire un forte e chiaro NO all’energia nucleare e alla privatizzazione dell’acqua, alla cementificazione delle coste, ripristinando un corretto uso del suolo, attuando una seria e puntuale lotta agli illeciti ambientali.

  8 OGM: l' Europa deve decidere lunedì facciamo sentire la nostra voce.
  Inserito da Simona Simonetti Venerdì, 27 febbraio 2009 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
SanitaI Ministri dell'ambiente dell'Unione europea dovranno decidere il prossimo lunedì 2 marzo sulla proposta della Commissione europea di obbligare l'Austria e l'Ungheria a togliere il divieto di coltivazione di una varietà di mais geneticamente modificato, a loro volta Francia e Grecia potrebbero vedersi obbligate a togliere il divieto per la stessa pianta.


La Commissione europea propone inoltre di approvare la coltivazione di due nuove varietà di mais geneticamente modificato, con un voto previsto in un prossimo Consiglio dei Ministri dell'agricoltura. Facciamo un pò sentire la nostra voce di cittadini europei e ricordiamo ai ministri dell' Ambiente dell' UE che la schiacciante maggioranza dei cittadini europei NON vogliono coltivazioni e cibi OGM(*).

Le ricerche continuano ad evidenziare la presenza di potenziali pericoli per la salute umana, ed animale e per l'ambiente degli organismi geneticamente modificati (OGM) . Per la varietà di Mais in discussione (MON 810) un crescente numero di rilevanti studi scientifici hanno dimostrato effetti dannosi per l'ambiente.
A rendere la situazione ancora più assurda è il fatto che l'approvazione per il MON 810 della Monsanto é scaduta e che la prevista rivalutazione da parte dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non é ancora avvenuta. Obbligare degli Stati a togliere il bando per delle sementi OGM per cui l'autorizzazione é scaduta é irresponsabile e kafkiano. Per questo è stata lanciata una petizione on-line da trasmettere ai Ministri interessati che invitiamo tutti a sottoscrivere all'indirizzo web http://www.gmo-free-regions.org/stop-the-crop-action/it.html


Nota: coraggio facciamo sentire la nostra voce!

  7 Il nucleare è una favola SENZA LIETO FINE
  Inserito da Simona Simonetti Lunedì, 19 gennaio 2009 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieVi invitiamo a leggere questo articolo di Gianni Mattioli, storico fisico antinuclearista, famoso per le sue battaglie con Amaldi e per l' autorevolezza dei suoi pareri, publicato oggi dala SecoloXIX


Mi pare che, con grande superficialità da parte di alcuni, si stia arruolando Genova e il suo tradizionale tessuto produttivo dell'elettromeccanica a una prospettiva illusoria, con il rischio di perdere opportunità ben più significative. Mi riferisco al rilancio del nucleare, che, in un articolo-intervista sul Secolo XIX del 25 novembre, viene definito «strada irrinunciabile». Con altri colleghi universitari, più volte ho chiesto al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scaiola la possibilità di un confronto su dati, ma questo finora non è stato ritenuto utile da parte del ministro. Spero che l'ospitalità del Secolo XIX permetta almeno un confronto a distanza e si possa comprendere su quali dati Scajola, e prima di lui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, procedano su questa strada.

Sono passati almeno 30 anni da quando nel Paese culla di questa tecnologia, gli Stati Uniti, si è preso atto del fatto che era necessario un vero salto qualitativo, di ricerca, per rispondere alla disaffezione nei confronti del nucleare da parte delle imprese elettriche. È dal 1978, infatti che si blocca qualsiasi ordinativo per il costo troppo elevato degli investimenti necessari per la realizzazione di questi impianti. Nasce così la ricerca per un tipo di reattore che possa semplificare le procedure dei controlli di sicurezza e di impatto sanitario, che permetta un maggiore rendimento dell'uranio utilizzato e che renda difficile la distorsione a uso militare del ciclo del combustibile impiegato.



per scaricare la pagina del secolo cliccare qui


Nota: È la realtà alla quale ci chiama il 20-20-20 Europeo, un'opportunità straordinaria che in Germania va già verso i 300 mila posti di lavoro. Ma si tratta per le nostre imprese di una prospettiva alternativa alle superficiali e inconsistenti proclamazioni nucleari. Possibile che non se ne possa discutere?

  6 L´Autorità francese della pubblicità condanna Areva:«Il nucleare non è pulito
  Inserito da Simona Simonetti Venerdì, 09 gennaio 2009 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieL´Autorité de régulation de la publicité (Arpp) francese da dato ragione a "Les Vertes" (i Verdi francesi!): lo slogan pubblicitario utilizzato negli ultime settimane dal gigante nucleare Areva "L´énergie au sens propre" deve essere ritirato. Lo slogan di Areva si basa sui diversi significati che in francese prende la parola "propre" (pulito, proprio, stesso, particolare) e secondo i Verdi «è stato concepito per ingannare il pubblico facendogli credere che l´energia nucleare è pulita, dall´estrazione dell´uranio al ritrattamento delle scorie».

Per questo, alle fine del dicembre 2008, il partito ecologista francese si era rivolto al jury per la deontologia dell´Arpp perché vietasse «l´utilizzo da parte dell´impresa dello slogan: Areva, l´énergie au sens propre» che Areva aveva adottato nell´ultimo trimestre del 2008. La cosa abbastanza singolare è che l´agenzia pubblicitaria che ha curato la campagna di Areva è membro dell´Arpp, ma questo non ha impedito all´Agenzia di vigilanza di «ricordare ad Areva ed alla sua agenzia gli impegni presi dai professionisti della pubblicità con la Carta» per una pubblicità eco-responsabile firmata nell´aprile 2008 sotto l´egida di Jean-Louis Borloo, il ministro dell´ecologia francese.

Secondo l´Arpp, «lo slogan utilizzato da Areva è contrario alle regole fissate dall´Autorità nelle sue raccomandazioni "Développement durable et arguments écologiques"». L´intervento dell´Arpp non è coercitivo e rappresenta una mediazione, ma ad Areva, per evitare una brutta figura, non è rimasto altro che ubbidire e sospendere la sua pubblicità: "L´énergie au sens propre". «Areva e la sua agenzia hanno scelto di non utilizzare più questo slogan, e di questo l´Arpp si felicita». Un portavoce di Areva ha confermato all´Afp che il gigante nucleare «Sospende il suo slogan, par calmare le preoccupazioni ma senza rinunciarvi. L´Arpp in un primo tempo aveva autorizzato la pubblicità».

Ma ora l´agenzia di controllo della pubblicità ha accolto la tesi dei Verdi: «Questo slogan lascia pensare che il nucleare è un´energia pulita, termine comunemente impiegato per le energie rinnovabili e non appropriato per l´atomo».

Ma Les Vertes non sono ancora soddisfatti, per loro questo risultato «non è chiaramente soddisfacente» e chiedono che l´Arpp «prenda una decisione ferma condannando molto chiaramente lo slogan "L´énergie au sens propre" di Areva e ottenga il suo ritiro definitivo ed immediato di tutti i documenti che lo menzionano e che invii un avviso pubblico all´agenzia di comunicazione che ha consigliato ad Areva la concezione di questa campagna».


Nota: Il nucleare NON è un' energia pulita

  5 Dibattito sul Nucleare su Radio 19
  Inserito da Simona Simonetti Martedì, 16 dicembre 2008 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieIl governo Berlusconi ha riproposto il ritorno al nucleare.
Radio 19, la radio del secoloXIX, ha deciso di riprendere il dibattito intervistando 4 esperti (due a favore e due contro) nel corso del programma NAvigator, tra le 18 e le 19. Oggi è intervenuto Roberto Adinolfi, ingegnere, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (gruppoFinmeccanica) ovviamente pro-nucleare. Nei prossimi giorni interverrà Giancarlo Bolognini, ingegnere membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana nucleare. Le ragioni del “no” saranno invece spiegate da Angelo Baracca, docente di Fisica presso l’Università di Firenze, e Gianni Francesco Mattioli, fisico docente all’Università La Sapienza di Roma e membro del comitato scientifico di Legambiente.

per saperne di più http://radio19.ilsecoloxix.ilsole24ore.com/r19_index.php?IDCategoria=2192



  4 Resoconto dell' incontro sul nucleare di Venerdi 28 Novembre
  Inserito da Simona Simonetti Mercoledì, 03 dicembre 2008 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieGrande presenza di pubblico Venerdì sera ad Imperia alla conferenza organizzata ad Imperia sul nucleare. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche quasi 100 persone si sono ritrovare nella sala Polivalente in piazza Duomo per ascoltare Gianni Mattioli.

Gianni Mattioli ha ripercorso con grande competenza e chiarezza la storia del nucleare in Italia. Evidenziando soprattutto i rischi che questa scelta sbagliata oggi avrebbe sull' economia dell' Italia e della Liguria in particolare.
Scegliere l' illusione nucleare vorrebbe infatti privare il tessuto produttivo ligure della grande possibilità di ripartire sul treno delle energie alternative.

Genova ha infatti un tessuto produttivo nel campo dell' elettromeccanica che potrebbe consentirle di partecipare all' opportunità veramente significativa delle nuove energie rinnovabili.
Dovrebbe far riflettere i nostri amministratori il fatto che, nel paese culla della tecnologia nucleari, non si costruisce una nuova centrale da ben 30 anni. Dal 1978 infatti negli USA non si è finalizzato nessun ordinativo di nuovi impianti per il costo troppo elevato degli investimenti.

In tutti questi anni le aziende nucleari americane, francesi o tedesche o giapponesi si sono contese il mercato di quei paesi che chiudevano qualche occhio sui “controlli di sicurezza” , ma in casa propria, di nucleare, oltre alla componentistica di sostituzione, non hanno piantato nemmeno uno spillo. Le industrie nucleari ultimamente hanno puntato sul rispetto del protocollo di Kyoto chiedendo di sostituire gli impianti che dovranno essere chiusi.

In Europa sono partiti due cantieri.
In Finlandia a Olkiluoto, la francese Areva e la tedesca Siemens, hanno iniziato la costruzione di un reattore, in sostituzione dei due in chiusura, che doveva essere messo in funzione del 2009. Tuttavia i tempi di realizzazione si stanno allungando notevolmente insieme ai costi previsti.
I Francesi di Areva iniziano a Flamanville un nuovo cantiere per un impianto attualmente bloccato dall' ente della sicurezza, perché i controlli della madre patria si rivelano ben più rigorosi di quelli in India ed in Cina.
In questo quadro le voci dei politici locali che pensano di arruolare la produttività di Genova, Ansaldo prima di tutto sul nucleare suonano come una terribile illusione.

Sembra forse possibile che con questo mercato striminzito del nucleare di terza generazione Areva o Westinghouse o Toshiba cederanno quote all' industria Genovese?


Ora ad Ansaldo, alla città di Genova, si possono raccontare tante favole ma così facendo rischiamo di ritrovarci tra qualche anno in una situazione ben peggiore di quella di oggi.

Oggi il mercato degli aerogeneratori o del fotovoltaico è dominato da Spagnoli, Danesi, Tedeschi, ecc. , ma la situazione è recuperabile tenendo conto che per un paio di decenni le turbine a gas staranno ancora sul mercato, mentre si spalancano le diverse prospettive dell’uso dell’idrogeno o delle tecnologie dell’uso efficiente dell’energia. Insomma Genova con le sue competenze industriali potrebbe cogliere al volo l' opportunità del 20-20-20 Europeo: una opportunità straordinaria che in Germania va già verso i 300.000 posti di lavoro.

Si tratta per le nostre imprese di una prospettiva seria ed alternativa alle superficiali e inconsistenti proclamazioni nucleari. Il nucleare in questo momento storico è quindi un rischio anche di strategia industriale.

A questo rischio si aggiungono poi i problemi di sempre del nucleare: l' irrisolto e gravissimo problema delle scorie e quello ancora più grave del danno sanitario legato al funzionamento di routine degli impianti. Danno che è ben spiegato nella pubblicazione 103 del 2007 della Commissione Internazionale di Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti (ICRP dove viene stabilita la dose limite che a cui possono essere sottoposti i lavoratori delle centrali e di conseguenza quale è il numero di tumori attesi.




Nota: La conferenza è stata molto partecipata e i verdi che hanno organizzato l' evento hanno sottolineato come questo sia il primo passo della carovana antinucleare che girerà tutta la Liguria. Anche in Liguria, come a livello nazionale si sta costituendo il comitato antinucleare e le persone interessate possono contattare gli organizzatori delle serata per avere informazioni.

  3 Capire per scegliere, incontriamoci per ragionare
  Inserito da Simona Simonetti Mercoledì, 26 novembre 2008 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieDa questa settimana parte anche in Liguria la mobilitazione contro la scelta nucleare del governo Berlusconi.
La mobilitazione prevede una prima tappa il 28 Novembre con una conferenza ad Imperia, patria del ministro più nucleare d' Italia, con una persona di grande fama come Gianni Mattioli [*]. Per tutti gli Imperiesi che vogliono ragionare sul futuro dell' energia, senza barriere ideologiche venerdi sarà l' occasione per incontrare uno degli scienziati italiani più autorevoli.


In seguito vi sarà una mobilitazione costante sul territorio per spiegare veramente a tutti perché sia sbagliato tornare indietro ed abbracciare una tecnologia che i paesi più industrializzati stanno abbandonando.

I motivi per non volere il ritorno del nucleare in Italia sono tanti, primo fra tutti quello delle scorie radioattive. Le scorie rappresentano un problema difficile per tutti i paesi che hanno fatto una scelta nucleare. Dismettere le centrali nucleari obsolete in GRAN BRETAGNA costerà oltre 85 miliardi di sterline (oltre 104 miliardi di euro). E ci vorranno 130 anni.
Rispetto alle stime di tre anni fa la stima è aumentata del 30% e probabilmente non sarà la stima definitiva. Per raccogliere e conservare gli oltre 37 milioni di metri cubi di materiali radioattivi (77.000 tonnellate)negli STATI UNITI, ci vorranno dai 70 ai 100 anni, con una spesa che oscilla dai 200 ai 1000 miliardi di dollari.
In Italia abbiamo già dimostrato di non saper affrontare il problema dei rifiuti prodotti dalle vecchie centrali nucleari chiuse ormai da 20 anni. Fallito il tentativo di individuare un sito unico di stoccaggio a Scanziano Ionico le scorie radioattive sono disperse in molti siti alcuni dei quali pericolosi. Lo stoccaggio delle scorie potrebbe costituire un serio rischio in caso di terremoti, alluvioni o altre catastrofi naturali non sempre prevedibili.
Da queste considerazioni parte il titolo dei manifesti che da lunedì sono apparsi sui muri di Imperia.


Nota: Verdi vuol dire da sempre SI alle Energie Rinnovabili e NO al nucleare, e noi Verdi siamo oggi su queste posizioni con ancora più ragioni di quelle che avevamo nel 87.

  2 Abbaglio nucleare
  Inserito da Simona Simonetti Mercoledì, 05 novembre 2008 (Leggi Tutto... | Stampa  Invia qs Articolo)
 
Nucleare NO grazieFulvio Conti, amministratore delegato di ENEL (l' energia che ti ascolta!), ha dichiarato :
''Se in Italia volessimo produrre con il nucleare il 20% dell'energia che consumiamo annualmente, ossia 60 miliardi di kilowattora su 300, dovremmo realizzare 4-5 centrali come quella di Flamanville, con una spesa di 16-20 miliardi''.
E l'Enel, continua Conti, e' pronta: ''Siamo in grado - assicura - di finanziare l'investimento con i flussi di cassa, che tra il 2008 e il 2012 ammonteranno a 63 miliardi. Inoltre possiamo condividere l'impegno nel nucleare con altri investitori come sta facendo la Finlandia''. Insomma, conclude Conti, ''siamo in grado di sostenere il programma nucleare italiano senza contrarre ulteriore debito. E' un impegno che possiamo autofinanziare''.

Però i verdi non ci stanno.

Il sito dei verdi della provincia di Imperia inaugura un nuovo argomento: Nucleare NO Grazie. Inizieremo da oggi una campagna di informazione sul nucleare.

La portavoce Grazia Francescato su questo argomento attacca governo e azienda elettrica. “Il nucleare sarebbe solo un irresponsabile ritorno ad un passato radioattivo e costoso che gli italiani hanno gia' bocciato con un referendum. E non ci renderebbe affatto indipendenti dal punto di vista energetico.
L'uranio, con cui dovrebbero essere alimentate le centrali, sara' disponibile solo per i prossimi 30-40 anni: si passerebbe quindi dal 'caro petrolio' al 'caro uranio', come dimostra il fatto che il prezzo dell'uranio sia cresciuto di ben 7 volte negli ultimi cinque anni.

'Le energie del futuro sono le rinnovabili a cui nelle scorse finanziarie avevamo destinato oltre un miliardo di euro, impegno che non ci risulta che il governo Berlusconi abbia riconfermato - ha concluso la Francescato -. Anzi con i continui attacchi agli obiettivi europei per l'efficienza energetica, la promozione delle rinnovabili ed il taglio delle emissioni di gas serra non si fa altro che bloccare lo sviluppo e deprimere gli investimenti sulle energie del futuro''.



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